lunedì 17 settembre 2007
Il casellante poeta
NOME Rossino COGNOME Bianchini
CITTà Verbania RECAPITO TELEFONICO 075/369369
BREVE DESCRIZIONE DEL FATTO
Sono stato ricoverato per un trapianto del pene. Ma dopo 15 giorni di ricovero al momento di levare le bende mi sono ritrovato con una vagina pelosa.
Il medico e la sua equipe mi anno detto che così sto meglio e fa un bel vedere con i tacchi rossi a spillo che porto!
martedì 11 settembre 2007
giovedì 6 settembre 2007
martedì 4 settembre 2007
“ci presentiamo,un concerto,una corsa,ironia,discorsi impegnati,indifferenza,l’ombra di un salice,l’inibizione svanita,i tessuti cavernosi irrorati di sangue,una birra,due birre,una lingua,due lingue,un bacio…è passione;passione e niente più;purtroppo o per destino nessuno “scambio di amorosi sensi”. Baci,carezze,parole mielose,reciproche offerte di fluidi corporei,una frase,nuovamente sconosciuti…”
“i 23 mi avevano da poco raggiunto dopo lungo rincorrermi; avevo nelle vene tre litri di sangue come ogni uomo sano; uno e mezzo di birra come ogni uomo sano; nelle mani di due fottutissimi compagni di viaggio mi ritrovai in un luogo chiuso,circondato da numerosi culi e il doppio di tette. Planavano leggeri attorno a noi e ogni tanto, come mosche su di una merda, ci si posavano accanto. Due chiacchiere, un sorriso di circostanza; continuavo a pisciare; un loro repentino sguardo a quell'animale; un sussurro al mio orecchio, come l’ultimo amo lanciato da un pescatore. Ma no, non avevo voglia, non quella sera…”
" se ripenso a quel fottuto sgabello, troppo alto per stare in equilibrio,troppo basso per evitare quello schiaffo ricevuto per cosa poi? una palpata…cosa mai sarà una palpata alla mammella destra più morbida e soffice apparsa su questo coriaceo mondo,con il braccio sospinto dal martini, unico amico…il mio viso sotto la sua mano ancora brucia e brucerà;quella puttana è riuscita a lasciare il segno, svanito forse in superficie,presente nel profondo…"
" seduto in quel merdoso buco di un casello estivo,unica consolazione le cosce accovacciate ed appena socchiuse di una giovinetta su un sedile posteriore,dopo tanti stronzi passati di lì pensai che valessero una giornata intera di duro lavoro;duro come quel cazzo che mi ritrovavo in quel frangente; pensai che avrei sputtanato le entrate di una giornata purché si togliesse le mutandine,unico baluardo tra me e quella spettacolare vagina che si intravedeva appena,ma che tutto lasciavano trasparire…”